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Giuseppe Mazzini, Lettere slave e altri scritti
Saggio critico a cura di Giovanni Brancaccio
Collana diretta da Giovanni Brancaccio, Antonio Lerra e Luigi Mascilli Migliorini.
168 pagine, 21 cm
2007 (Adriatica moderna, Testi, 1)
Nel 150° anniversario della pubblicazione delle Lettere slave di Mazzini in Italia, rielaborazione del saggio On the Slavonian Movement, che l’Autore aveva dato alle stampe nel 1847, durante il suo esilio a Londra, sul “Lowe’s Edinburgh Magazine”, la casa editrice Biblion ripropone le riflessioni del patriota sulla “questione slava”, contestualizzandole nell’ampia visione politica, storica e culturale dell’Esule.
Nel volume, curato da Giovanni Brancaccio, viene presentata criticamente una selezione degli scritti più importanti e rari di Mazzini relativi alla sua presenza attiva nel dibattito politico-culturale sul panslavismo, sul quale intervennero uomini politici e intellettuali di vari paesi, tra cui Marx ed Engels. L’analisi di Mazzini, fondata sull’idea di “patria” e sul legame inscindibile tra il principio di nazionalità, l’aspirazione all’unità e all’indipendenza nutrita dai popoli europei senza Stato, si configura come un’appassionata ricostruzione della storia dei popoli slavi e del coevo risorgere del loro spirito nazionale. Va ricordato come Mazzini fosse in contatto diretto con il gruppo dei liberali serbi, e come in Vojvodina e in Serbia gli ideali mazziniani avessero trovato fertile terreno all’interno della società segreta Gioventù Serba Unita.
In questi scritti Mazzini non si sofferma soltanto sulle sollevazioni politiche degli Slavi e sull’eroica resistenza armata da loro opposta agli oppressori, ma rivolge la sua attenzione al valore profetico-religioso della poesia nazionale, alla sua incidenza nella formazione della coscienza dell’identità nazionale ed al moto di ricupero della produzione letteraria del passato, dei canti popolari, delle tradizioni etniche, degli usi, dei costumi e dei sistemi linguistici, messo in atto da intellettuali polacchi, russi, boemi, slovacchi, croati, serbi, dalmati e montenegrini. Nel 1864 Mazzini, con Giuseppe Garibaldi, fu eletto socio della Società Letteraria Serba; ciò determinò l’immediata soppressione dell’istituto per volere del principe Michele Obrenovic’.
Nell’ampio saggio introduttivo, Giovanni Brancaccio ripercorre le coordinate di fondo della vita dell’Esule, del suo pensiero e della sua azione politica; ne contestualizza poi gli scritti dedicati al “problema slavo”, ponendo in risalto come il senso di solidarietà etico-politica verso i popoli slavi, senza essere mai disgiunto dalla “questione italiana” e dalla missione civilizzatrice affidata da Dio all’Italia, sia al centro degli interessi dell’agitatore genovese.
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