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L'orto dei semplici. Dialogo sull'immagine e sull'arte
Paolo Biscottini, Giovanni Ferrario
Un dialogo sull'immagine, sull'arte, sulla bellezza, alla ricerca del senso essenziale che l'artista tenta di cogliere e disvelare con la propria opera. Quello tra Paolo Biscottini, fondatore e direttore del Museo Diocesano di Milano e docente di museologia e Giovanni Ferrario, artista visivo e docente di fenomenologia e critica d'arte è un dialogo vero - che nel suo svolgersi non lascia immutate le posizioni di partenza, né gli interlocutori.
Il rapporto dell'arte con i concetti di spiritualità e sacralità, l'arte come spettacolo della vita e la vita come mistero, la percezione, la creazione e la comprensione delle cose, la natura dell'immagine sono solo alcuni dei grandi temi che Biscottini e Ferrario affrontano, con una grazia e un''eleganza rare, che non vengono meno davanti ai nodi gnoseologicamente più complessi. I due interlocutori sanno armonizzare posizioni differenti e giungere a stimoli nuovi, avendo presenti riferimenti che spaziano dall'arte devozionale di epoca medievale e moderna a nomi di spicco del panorama contemporaneo internazionale.
Nel titolo si coglie il tono che domina il testo, in intima corrispondenza con le opere di Ferrario. Spiega Biscottini nell'Introduzione: «L'orto dei semplici era, in epoca medievale, il luogo in cui i monaci nei conventi coltivavano i “semplici”, cioè le erbe medicinali con cui poi preparavano i medicamenti per le diverse affezioni. Per via di metafora potremmo dire che l'orto dei semplici può alludere a quella tensione verso il disvelamento di forme perfette e pure, che caratterizza tanto il lavoro dell'artista, quanto quello di chi cerca comunque la verità».
Giunto alla fine del testo il lettore trova una galleria di dieci immagini riprodotte a colori, da leggere alla luce del percorso intrapreso. Accanto ad alcuni riferimenti particolarmente utili (Caravaggio, Piero Manzoni, Cattelan) le opere di Ferrario trarranno dal dialogo una luce particolare. Realizzate con la particolarissima tecnica della scansione di oggetti a contatto, le immagini di Ferrario danno prova immediata di cosa voglia dire essere in grado di «distinguere forme e parole nuove nel caos dell'esistenza e di immaginare che anche il semplice guscio di una noce possa contenere infiniti spazi e sovrumani silenzi: giardino di sapienza e di pace».
Gli autori
Paolo Biscottini dirige il Museo Diocesano, che ha fondato alla fine degli anni Novanta. E' stato direttore dei Musei Civici e della Villa reale di Monza e di Palazzo Reale a Milano. E' docente di Museologia e di Istituzioni di Storia dell'Arte all'Università Cattolica di Milano, dove dirige un Master in Museologia e Museografia, ed ha realizzato mostre di arte moderna e contemporanea, pubblicando libri, cataloghi e saggi di Storia dell'Arte e Museologia.
Giovanni Ferrario ha esposto in mostre personali e collattive in Italia e all'estero. Nel 2003 viene premiato con il Computer Art Award presso il MART, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto. Nel 2007 ha pubblicato Passeggiata minima e nel 2009 con Stefano Arienti, La danza delle polveri. Insegna Fenomenologia e Critica d'Arte presso l'Università Cattolica di Milano.
Mese di Uscita: febbraio 2010
Edizione: prima
Rilegatura: brossura
Pagine: 54, più dieci tavole a colori
Formato: 13 x 22cm |