Carrello

Nuova uscita nella collana Civiltà del libro: Immondi librai antiquari. Saba libraio, lettore e paziente di Umberto Levi, di Marco Menato e Simone Volpato.

Il Saba libraio, che gigioneggiava sulla propria imperizia in fatto di libri, di bibliografia e di prezzi, che non perdeva momento per lamentarsi del suo triste destino, viene finalmente smascherato: fin dall’inizio dimostra infatti grande capacità organizzativa, nessun senso di inferiorità nei confronti dei grandi librai come Tammaro De Marinis e di altrettanti clienti, ottimo spirito di adattamento e furbizia. Un mercante poeta! Ed è sempre quel Saba libraio che durante il giorno lascia, per qualche momento, spazio al Saba poeta; e da poeta non può non leggerli quei volumi che sostano negli scaffali della sua libreria, e che diventano pian piano la sua biblioteca personale. Questi libri, da Montale a Penna, da Sbarbaro a Pasolini fino a Moravia e a Gadda, costituiscono il suo segreto scrittoio, che viene fatto riemergere oggi per la prima volta.
Eppure Saba dichiarò sempre che lui, una biblioteca privata, non l’aveva mai posseduta! Mentiva e godeva nel veder i critici cadere in questi tranelli. Certo, il Saba libraio dichiara al proprio medico, Umberto Levi, che essa è un luogo di morte, dove si aggirano gli “immondi librai”. Sempre al medico confida che, oltre ad aver taciuta l’esistenza di un figlio, nella libreria due commesse furono oggetto di sue particolari attenzioni, che poi le portarono al suicidio. E accanto al Saba poeta e libraio viene fuori anche il Saba soggetto di alta temperatura psicologica, che supplica il suo medico curante affinché lo ricordi come uomo e non come poeta, perché non lo fu mai. Fu vera questa confessione? Noi pensiamo che menta ancora.

Marco Menato è direttore della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia. Ha diretto la Biblioteca Statale di Trieste, ha insegnato Bibliografia nelle Università di Venezia e di Trieste ed è professore a contratto di Bibliografia e Biblioteconomia presso l’Università di Verona. Ha scritto libri e saggi sulla tipografia del Cinquecento, sulle private presses, sulla storia della bibliografia e delle biblioteche.

Simone Volpato, primo dottore di ricerca in Scienze Bibliografiche a Udine, borsista CNR, ha insegnato Bibliografia a Udine e Trieste. Ampia produzione scientifica per riviste ed editori nazionali, da Olschki a Biblohaus. Nel 2013 ha aperto la Libreria antiquaria Drogheria 28 a Trieste. Ha ritrovato, fisicamente, le biblioteche ritenute perdute di Italo Svevo, di Carlo Michelstaedter, l’archivio di Anita Pittoni, il carteggio tra questa e Bobi Bazlen e tra quest’ultimo e Umberto Saba, inediti di Saba e della sua libreria. Edita le riviste “Casanoviana” e “Studi Goriziani”.