Il fantastico nel mondo latino

30.00

Ricezioni di un modo letterario tra Italia, Spagna e Portogallo

di Alessandro Scarsella

A costo di disorientare il lettore, vista l’accezione corrente della “latinità” normalmente limitata al mondo antico, il titolo Il fantastico nel mondo latino ha inteso accentuare i fattori d’identità letteraria moderna investigati, quasi lungo il cammino di Santiago, dall’Italia alla penisola iberica, riscontrando un’aspirazione all’unità della cultura europea nell’immaginario che tuttavia incontra una resistenza ostinata proprio in quei territori ancorati alla tradizione. All’influenza delle letterature nordiche e alla diffusione del modo fantastico i romantici del “mondo latino” sembrano contrapporre ora reminiscenze classicistiche, ora gli imperativi dell’ironia e del grottesco; ora, infine, il recupero del mito e della forma semplice della leggenda con forte radicamento regionalistico. Si tratta di un dibattito nel quale prendono la parola le migliori menti, da Leopardi a Unamuno, a d’Ors, da Croce a Ortega, Pessoa, Lorca, Contini, Calvino, Saramago, ma l’elenco è riduttivo e vi vanno aggiunti lettori d’eccezione come il Belli o scrittori più istintivi, per esempio Bécquer o Buzzati, oppure traduttori irrequieti quali Vigolo e Wilcock. Non mancano scambi, testimonianze e riscritture reciprocamente evocative: pirandellismo, realismo magico; Gómez de la Serna, Gadda, Cunqueiro. Questi i fili conduttori lungo cui si dispongono, sulla base di una documentazione imponente e precisa, letture, comparazioni e interpretazioni contraddistinte da una tensione intellettuale fortissima, non priva di intimo compiacimento, del gusto della riscoperta e del piacere dell’intuizione critica.

pag. 444

(Scriba. Collana di studi e testi)

2018

ISBN 978-88-9849-061-5