Giulio Alessio. Un radicale tra XIX e XX secolo

20.00

di Gianni A. Cisotto

Nella sua monografia Gianni A. Cisotto ricostruisce con meticolosa precisione l’esperienza politica di Giulio Alessio (Padova, 1853-1940), dagli esordi nel Consiglio comunale di Padova nel 1884, all’elezione alla Camera dei Deputati nel 1897, dagli incarichi di governo nei ministeri Sonnino, Nitti e Giolitti all’avvento del fascismo, di cui fu fiero oppositore: in qualità di ministro di Grazia e Giustizia nel secondo governo Facta denunciò le crescenti violenze squadriste e, nell’imminenza della Marcia su Roma, propugnò, con Giovanni Amendola e Paolino Taddei, la proclamazione dello stato d’assedio, cui mancò l’assenso regio; tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce, nel 1934 si dimise da socio nazionale dell’Accademia dei Lincei per evitare di prestare giuramento di fedeltà al regime. Emergono con evidenza l’intransigenza e il rigore morale dell’esponente radicale padovano, ma anche la sua oggettiva difficoltà a comprendere le dinamiche della nascente società di massa, alla base dell’irreversibile crisi dello Stato liberale.

pag. 248

(Storia, politica, società)

2018

ISBN 978-88-9849-096-7