Storia del Reame di Napoli dal 1414 al 1443

18.00

Augusto von Platen

a cura di Giovanni Brancaccio

Nel marzo del 1864 Tommaso Gar dava alle stampe a Napoli la traduzione italiana della Geschichten des Königreichs Neapel di August von Platen Hallermünd, apparsa postuma nel 1838, tre anni dopo la prematura scomparsa del giovane poeta tedesco, morto a Siracusa nel dicembre del 1835. Nella Prefazione alla versione italiana dell’opera, dal titolo Storia del Reame di Napoli dal 1414 al 1443, il Gar sottolineava che i critici contemporanei non erano tutti concordi nel giudicare la poesia del conte di Platen, molto apprezzata invece dal Carducci. All’amore per l’Italia, all’interesse mostrato dal von Platen per la sua storia e al lungo soggiorno trascorso dal poeta a Napoli l’intellettuale trentino faceva risalire l’origine dell’opera. La scelta del von Platen di ricostruire la storia del Regno di Napoli durante l’ultimo periodo angioino era scaturita dalla sua acuta intuizione che quel momento storico, avendo dato inizio alle guerre di predominio in Italia, era stato «un punto di rivolgimento notevolissimo» non solo delle vicende del Reame, ma anche della vita politico-sociale italiana e europea. In contrasto con la tradizione storiografica che continuava a scorgere gli aspetti salienti di quegli anni nell’anarchia baronale e nell’impotenza della monarchia meridionale, il von Platen comprese il «senso generale» del trentennio 1414-1443, cogliendo con il processo di profonda trasformazione registratosi nella società feudale regnicola, il ruolo svolto dalle compagnie di ventura nelle guerre dinastiche del Regno. Su Giovanna II, figura centrale del suo lavoro, il von Platen faceva propria l’immagine stereotipata della donna dissoluta e non all’altezza delle funzioni regie; ma la definiva pure «generosa e affabile», amante della musica e della poesia, dal portamento sempre regale.
Nel saggio introduttivo Giovanni Brancaccio ripercorre le tappe della breve, travagliata vita del poeta tedesco, contestualizzando nella sua vasta produzione lirico-drammatica l’unica sua organica ricerca storica.

212 pagine, 1a ed.
(Adriatica Moderna. Testi; 3)

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