L’anarchismo italiano. Storia e storiografia

35.00

a cura di Giampietro Berti e Carlo De Maria

Da oltre quarant’anni mancava una messa a punto e una riflessione compiuta intorno agli studi sul socialismo anarchico e sul pensiero libertario in Italia, un settore storiografico che ha conosciuto negli ultimi decenni uno sviluppo di notevole rilievo. Per offrire un’efficace mappa concettuale il libro è suddiviso in sette sezioni tematiche, la cui articolazione rimanda alla natura dell’anarchismo che, dilatandosi nel tempo e nello spazio, mostra il suo carattere ideologicamente composito e socialmente diversificato: esso richiede una complessità interpretativa e una polivalenza di definizione perché le categorie che si presentano allo studioso sono in alcuni casi problematiche e controverse. Il movimento anarchico si scompone secondo tempi diversi, segnati dal susseguirsi delle generazioni dei suoi militanti; si diversifica nello spazio per la particolarità del territorio dove si è insediato; si internazionalizza mescolandosi con la realtà di molti paesi europei e americani; si trasforma culturalmente a causa della modernizzazione che investe, dopo la Seconda guerra mondiale, il mondo occidentale. Infine, questa sua intrinseca e complessiva, strutturale pluralità traccia la propria parabola storica, che passa dalla rivoluzione sociale di segno ottocentesco alle istanze ecologiste affermatesi tra la fine del Novecento e il Duemila, fino alle inquietudini esistenziali della riflessione post-classica degli ultimi anni.

595 pag.
(Storia, politica, società; 31)
2016
ISBN 978-88-98490-42-4

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