Osterie e Corti
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La contrada San Cristoforo
La strada più antica di Saronno dal Settecento agli anni Duemila
di Antonio Turconi
Le numerose osterie rappresentavano un tratto distintivo del villaggio agricolo fatto di corti. Esse svolgevano un’importante funzione economica, supportavano da secoli l’attività più importante del borgo, il mercato trisettimanale. L’osteria è stata nell’immaginario lombardo un ambiente intrigante, perché luogo in cui si potevano fare incontri al di fuori della norma. Manzoni ne celebra i frequentatori: da Renzo, ingenuo tessitore, ai bravi, ai ladri, ai contadini bevitori. Sono gli osti a rappresentare però i veri protagonisti di quel mondo, l’idealtipo del furbo, ma anche uomini prudenti, avveduti. È alla letteratura che si deve ricorrere per immaginare quanto e cosa abbiano costituito le osterie nella società lombarda dall’antico regime ai tempi moderni. In quelle osterie, dopo l’Unità d’Italia, quando i collegamenti ferroviari consentirono l’apertura dei mercati – del “Meridionale”, come si disse fino agli anni Trenta – si svolse una parte della vita sociale del borgo, in particolare dell’universo maschile. Il grande consumo di vino Squinzano proveniente dalla Puglia alleviava i freddi invernali e concedeva anche qualche onirica fantasia che la povertà delle case contadine non poteva stimolare. Alle donne tutto ciò era negato, potevano soltanto pazientemente sopportare i loro uomini quando rientravano a tarda notte dopo abbondanti libagioni.
Collana: Fuori collana
Anno: 2024
Pagine: 244
ISBN: 978-88-3383-412-2
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