Nuova uscita nella collana “Storia, politica, società”: «Inutile strage». Le avventure di una locuzione dalla Grande Guerra a oggi, di Giovanni Cavagnini.
Impiegata da papa Benedetto XV nella sua celebre Nota del 1917 per esortare le nazioni belligeranti a trovare una soluzione diplomatica alle loro controversie, la locuzione «inutile strage» gode oggi di una popolarità straordinaria in Italia, al punto da essere usata tanto dalle autorità quanto dai semplici cittadini come sinonimo di Prima guerra mondiale o di guerra tout court. Frutto di approfondite ricerche, questo libro ne ricostruisce per la prima volta la lunga storia, usandola come cartina di tornasole per studiare non solo la memoria del 1914-1918 nel nostro Paese ma anche l’emergere di nuovi problemi e sensibilità: gli incidenti mortali sulle strade, la nonviolenza, l’ecologia. Ne emerge un quadro complesso, in cui – oltre alla centralità di figure assai diverse come Mussolini, Albertini, Sturzo e, negli anni più recenti, Bergoglio – si possono cogliere due tendenze di fondo: la fortuna altalenante della locuzione, che segue il mutare del contesto politico-culturale, e la banalizzazione.
Giovanni Cavagnini (Brescia, 1983) si è formato alla Scuola Normale Superiore di Pisa e all’École pratique des hautes études di Parigi ed è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Economia e Finanza dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Tra le sue pubblicazioni più recenti, la monografia Una fede per l’impero. Cattolicesimo e colonialismo nell’Italia liberale 1882-1912 (2023) e l’antologia di fonti inedite La tentazione della politica. Padre Reginaldo Giuliani, un predicatore nel Piemonte del primo Novecento 1911-1916 (2023).
