Nuova uscita nella collana “Architettura e Urbanistica” di Biblion Edizioni: Cinque secoli alla Cascina Pagnana di Gorgonzola. Proprietari, conduttori, vita contadina e Comunità solidale, di Cristian Bonomi.
“La nostra Cascina, come una bella ragazza, è rimasta un po’ sfregiata dal passaggio della nuova autostrada, ma ora non si vede più, perché una fitta cortina di piante la protegge a nord e a est.
La guardo: è proprio bella, del tutto rinnovata, abitata da una Comunità solidale, circondata da ricca e fresca vegetazione arborea e da colture rispettose dell’ambiente.
Poi, stando seduto in cortile a fumarmi la pipa, vedo vicino al pozzo centrale del cortile il nostro rigoglioso melograno pieno di frutti e di significati, così come il nostro ulivo, segno e augurio di pace per chi entra.”
Dalla postfazione di Sandro Bellavite Pellegrini
Il volume si compone di tre parti.
La prima parte racconta le famiglie proprietarie, che si sono avvicendate nella possessione di Cascina Pagnana dal Cinque al Novecento. Di ciascuna famiglia vengono illustrate vicenda e genealogia attraverso inediti documenti d’archivio. Riemergono così la Lombardia dei nobili e dei mercanti, i giorni della peste, l’evoluzione delle leggi che garantivano la sicurezza pubblica e il patrimonio privato.
La seconda parte del libro racconta le famiglie povere e fiere che, lungo i secoli, si sono succedute nella conduzione colonica di Cascina Pagnana. Anche di queste famiglie si riferiscono genealogia e vicenda documentata. Il racconto risveglia le tradizioni rurali di Lombardia, troppo spesso messe a dormire dall’avvento dell’industria. La campagna tra fiume Adda, Canale Villoresi e Naviglio della Martesana era scandita dalla piantata padana, allineando filari di gelso che fungevano da tutori vivi per i tralci dell’uva, maritata così a quelle piante. Tra i filari di gelso, corridoi cerealicoli maturavano grani minuti (segale, miglio, scandella, panico), sostituiti solo nel Novecento con le specie selezionate dalla Battaglia del grano di epoca fascista e dal Piano Marshall postbellico.
Già dal tardo Settecento, l’evoluzione dei contratti colonici introduce affitti in denaro anziché in parti di raccolto: una trasformazione che impoverisce la dignità alimentare dei contadini, esponendoli a uno stato di debito cronico e all’insorgenza della pellagra. Nei primi decenni dell’Ottocento, inoltre, il commercio della seta è tanto redditizio da indurre i proprietari a moltiplicare i gelsi nei campi coltivati; si promuove, intanto, l’ampliamento delle cascine per ospitare più spazi e più addetti alla gelsibachicoltura. Gli accordi stagionali tra bergamini e contadini, l’alleanza cioè tra montagna e pianura, garantiscono per secoli la concimazione di queste terre non irrigue fino all’avvento del Canale Villoresi. Cascina Pagnana è occasione per venire in chiaro circa una storia che non è solo sua: quella dell’agricoltura lombarda, messa in ombra dal decollo industriale. La concorrenza dei grani americani, il passaggio all’agricoltura meccanizzata e infine l’abbandono dell’aratro nel campo sono i tornanti finali di questa epopea.
Eppure, la terza parte del volume irrompe come un ritorno di rondini a primavera. È la storia abitata, la storia in cammino della Pagnana Nuova, raccontata dai suoi fautori: Alessandro e Isella Bellavite con la Comunità Solidale che vi risiede e che ha dato un’anima nuova a questi spazi così antichi.
Cristian Bonomi (1983) si occupa di ricerca d’archivio, genealogie e storia d’impresa nel Nord Italia. Dal 2019 è referente scientifico dell’Ecomuseo “Adda di Leonardo”. Ha pubblicato su temi diversi: biografia, storia locale e archeologia industriale, studiando soprattutto le centrali idroelettriche dei fiumi Adda, Cordevole e Piave.
