Nuova uscita nella collana Zacinto poesia di Zacinto Edizioni.
Due momenti, simili o diversi, di poesia.
Anni 2023 e 2024 qui riuniti in un unico.
“Sarà il mio ultimo… ha senso?”, si chiede l’autrice. E continua: “Oggi ormai tutti scrivono… che cosa? Autobiografie e poesie. A scrivere e a leggere siamo sempre gli stessi, noi comuni infelici. Povero io insaziato che cerca di cavarsi dall’informe”.
Anna Maria Carpi (1939), milanese, ha insegnato letteratura tedesca alle Università di Macerata (1968-1979) e Venezia (1980-2010) e traduzione letteraria dal tedesco all’Università di Milano (2010-2014).
Ha scritto saggi sulla poesia tedesca del ’900, è traduttrice della poesia di G. Benn, di H. M. Enzensberger, M. Krüger, D. Grünbein e di tutta la lirica di F. Nietzsche.
Ha pubblicato una decina di libri di poesia, fra i quali ricordiamo A morte Talleyrand (Premio Pisa 1993), Compagni corpi (2005), Né io né tu né voi (2018), E non si sa a chi chiedere (2020), L’aria è una (Einaudi, 2022). Come narratrice ha esordito nel 1995 con il romanzo Racconto di gioia e di nebbia, cui ha fatto seguire diversi altri volumi. In particolare si segnalano: E sarai per sempre giovane (1996), Un inquieto batter d’ali. Vita di Kleist (2005, Premio Comisso) e la silloge di racconti Uomini ultimo atto (2015). Per i tipi di Zacinto Edizioni, nel 2022 ha pubblicato Io dimentico.
