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Nuova uscita nella collana “Studi di storia contemporanea”: Avvenimenti dopo l’armistizio. La relazione del tenente colonnello Antonio Zitelli (Montenegro, 1941-1944), cura e introduzione di Federico Goddi, presentazione e profilo biografico di Andreina Zitelli, prefazione di Amedeo Osti Guerrazzi.

Il generale Antonio Zitelli (Venezia, 1897 – Venezia, 1976), già decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare durante la Prima guerra mondiale e, dopo Caporetto, detenuto nel campo di prigionia Cellelager vicino Hannover, artigliere e aviatore, alla data dell’8 settembre 1943 prestava servizio con il grado di tenente colonnello al Comando Truppe in Montenegro ‒ XIV Corpo d’Armata del Regio Esercito a Podgorica, quale Ufficiale Superiore Osservatore d’aeroplano e Capo Ufficio Informazioni. Decide di sottrarsi alla collaborazione o alla cattura da parte dei tedeschi lasciando lo Stato Maggiore per riunirsi alla Divisione Venezia acquartierata nelle montagne, a Berane. Dal dicembre ’43 fino all’agosto ’44 farà parte della Divisione italiana partigiana Garibaldi.

Nella relazione Avvenimenti dopo l’armistizio, pubblicata nella versione completa delle annotazioni autografe dell’autore per volontà della figlia Andreina, che ne ha affidato la curatela a Federico Goddi, Zitelli ricostruisce le vicende successive all’8 settembre. Dal suo posto d’osservazione privilegiato, e con una lunga esperienza balcanica alle spalle, poté registrare in prima persona le reazioni dei superiori e di molti colleghi all’annuncio dell’armistizio. Due divisioni regolari del Regio Esercito, la Venezia e la Taurinense, decisero di non consegnare le armi e non arrendersi ai tedeschi, ma continuarono a combattere a fianco della Resistenza jugoslava, unendosi il 2 dicembre 1943 nella Divisione italiana partigiana Garibaldi: molti furono i morti e i feriti, su circa 20000 effettivi il numero dei caduti si aggira tra i 6500 e gli 8500, un calcolo ancora non meglio precisato, anche a causa del numero impressionante di dispersi. Zitelli non dimentica inoltre il periodo precedente, caratterizzato dalla repressione antipartigiana e dalla guerra ai civili ad opera degli occupanti italiani, né tace le criticità politiche e militari della nuova alleanza con l’esercito partigiano di Tito, consegnandoci un convincente affresco memorialistico di una delle più significative esperienze di Resistenza militare italiana fuori dai confini nazionali.

Federico Goddi (Roma, 1984) è dottore di ricerca in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Genova. È stato Research fellow presso l’Università del Montenegro e ha ricoperto la funzione di Research assistant per il McDonald Institute of Archaeology – University of Cambridge e per la School of Humanitarian and Social Sciences – University of New South Wales. Autore di lavori sulla storia del fascismo, la Seconda guerra mondiale e il reducismo, attualmente è assegnista di ricerca presso il Dipartimento SARAS, Sapienza ‒ Università di Roma.

Categorie: Novità