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Le Tesi su L’Internazionale e la guerra, frutto principalmente della collaborazione e del confronto tra Otto Bauer e Fëdor Dan, costituirono, alla metà degli anni ’30 del secolo scorso, una importante svolta nella posizione socialista internazionale verso la guerra, condizionata dalla minaccia dell’espansione nazista e dalle discussioni su un possibile schieramento unitario del movimento operaio (socialista e comunista) nel suo insieme e sul ruolo dell’Unione Sovietica nel movimento antifascista. Le Tesi sono presentate insieme ad alcuni documenti contemporanei di esponenti del menscevismo (in Russia e nell’emigrazione) e introdotte da un saggio di Andrea Panaccione.

Otto Bauer (1881-1938), principale dirigente della socialdemocrazia austriaca dopo la morte di Victor Adler, teorico della questione delle nazionalità, riferimento politico e teorico per l’Internazionale Operaia e Socialista tra le due guerre mondiali.
Fëdor Dan (1871-1947), diresse la Delegazione Estera dei menscevichi tra le due guerre mondiali, assumendo una posizione di spicco nella sinistra socialista internazionale; negli ultimi anni americani diede vita a un gruppo politico autonomo.
Amédée Dunois (1879-1945), militante comunista e poi socialista nella Francia tra le due guerre, deportato e morto a Bergen-Belsen.
Jean Zyromski (1890-1975), esponente della sinistra socialista francese tra le due guerre, comunista dopo la seconda guerra mondiale.

Andrea Panaccione, già docente all’Università di Modena e Reggio Emilia, autore fra l’altro di Socialisti europei. Tra guerre, fascismi e altre catastrofi (1912-1946), Milano, FrancoAngeli, 2000.

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