«Ribelle fragile»
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Celestina Ausenda e le reti antifasciste (1936-1946)
di Giorgio Sacchetti
«Le notizie venivano pubblicate sotto la forma di corrispondenza datata da Parigi e firmate Jacopo da Campo pseudonimo questo adottato all’estero dalla professoressa Ausenda Celeste di Ausonio già insegnante a Cremona nel R. Istituto Tecnico, emigrata clandestinamente in Francia due anni fa insieme all’amante, l’antifascista Amigoni Arturo, col quale convive a Parigi “more uxorio”. Tanto l’Ausenda che l’Amigoni fanno parte del movimento Giustizia e Libertà.»
(Divisione Polizia Politica, 22/6/1938)
È una microstoria globale sulla forza straordinaria e sulla tenacia delle donne. La vita anticonformista di Celestina Ausenda (1893-1971), «ribelle fragile», segue una traiettoria antifascista “esistenziale” oltre che da oppositrice politica. La sua fuga rabbiosa da un ambiente culturalmente insopportabile, per progettare e realizzare un futuro in altri luoghi, finiva nella miseria e in catene e, nonostante la partecipazione al movimento partigiano, tra stigma reputazionale e umiliazioni. Sullo sfondo, disegnato da contesti territoriali e da reti relazionali: una “irregolare” storia d’amore destinata a durare tutta la vita; l’esilio francese sotto l’occhio vigile dell’OVRA; l’attività cospirativa e giornalistica con Giustizia e Libertà, a fianco di Carlo Rosselli e Aldo Garosci; l’universo concentrazionario europeo (l’arresto nella Parigi occupata, la deportazione nel Reich germanico, la “confessione” estorta dalla Polizia Politica nelle carceri romane, il Tribunale Speciale e il confino a Ventotene); e una lunga relazione epistolare con un anziano vescovo – Pompeo Ghezzi (1869-1957), già conosciuto da parroco nella natia Treviglio – solidale con lei e con altri detenuti e confinati politici.
Collana: Storia, politica, società
Anno: 2026
Pagine: 390
ISBN: 978-88-3383-559-4
