Roberto Ramoscelli e Matilde Pattavina credono fermamente nell’importanza della creazione di una “Costituzione mondiale che istituisca la Federazione della Terra”, a salvaguardia del rispetto della dignità umana e dell’integrità del nostro pianeta. Nelle pagine che propongono viene brevemente ripercorsa la storia dell’umanità, in particolare le tappe dell’evoluzione tecnico-industriale e del pensiero filosofico occidentale, attraverso la chiave di lettura del rapporto con la natura e delle implicazioni sociali di un progresso sempre più aggressivo. Si interrogano dunque sugli effetti della tecnologia nella vita dell’uomo moderno, sulla moralità dello sviluppo scientifico e sui limiti del sistema economico capitalista. Esiste oggi un’alternativa alla distruzione totale delle risorse del nostro ecosistema?
Roberto Ramoscelli nasce a Imola nel 1950 e risiede a Casalfiumanese fino ai 18 anni. Nel 1968 trova lavoro a Milano e nel 1969, grazie al presalario, si iscrive all’Università Cattolica, dove si laurea nel 1973. Insegna poi Storia, Filosofia ed Educazione Civica nei licei scientifici di Milano. Per l’editore Bacchilega di Imola ha scritto Remigio e Gisella (2013) e 2084. Il silenzio e il rumore (2017), oltre alle raccolte in vernacolo romagnolo La qualité de le’gn (2009), Pašaden e capaltéz (2011), Pre’ma ch’a m scórda (2012), E spargői (2014), E materiél spirituél (2016). Ha pubblicato inoltre una Introduzione al pensiero di Karl Marx (Trezzano sul Naviglio, Edizioni Unicopli, 2018).
Matilde Pattavina, nata a Palermo nel 1941, si laurea in Filosofia presso l’università della sua città. Durante il percorso universitario si interessa alla psicologia e inizia a lavorare come psicometrista all’ex ENPI di Palermo e poi di Siracusa. Insegna Filosofia e Storia a Palermo e poi a Milano. Optando per una ricerca didattica finalizzata all’arricchimento degli interessi culturali degli studenti, decide con il collega Roberto Ramoscelli di scrivere un manuale di storia della filosofia occidentale, Orizzonti del pensare (Torino, Il Capitello, 2018).
