Biblion Edizioni annuncia una nuova uscita nella collana “Biblioteca di Critica liberale”: Lo Stato sociale, di William Beveridge.
Il Rapporto Beveridge, qui ripreso fedelmente nel suo testo originale, è considerato l’atto fondativo del moderno Welfare state, stilato con lo scopo di fornire uno strumento efficace per riprogettare, dopo la guerra, la società europea, partendo da un approccio liberale. «In questi tempi di grande confusione, in particolare sul termine “liberale”, si vogliono cogliere due obiettivi ambiziosi: riprendere, alla “fonte”, il significato di “Welfare” e ristabilire il significato del liberalismo, nella sua applicazione di “metodo” politico e non di ideologia economicista».
William Henry Beveridge (Rangpur, 1879 ‒ Oxford, 1963) è stato un economista, politico liberale e sociologo britannico. Tecnico esperto dei problemi di economia assicurativa, fu rettore della London School of Economics (1919-1937) e dell’University College di Oxford (1937-1945); divenne celebre per aver redatto nel 1942 un rapporto sulla sicurezza sociale e i servizi connessi (Report of the Inter-Departmental Committee on Social Insurance and Allied Services, meglio conosciuto come “Rapporto Beveridge”), che ebbe un’influenza decisiva nel determinare l’istituzione dello stato sociale nel Regno Unito dopo la Seconda guerra mondiale. Nel documento Beveridge definiva le premesse teoriche fondamentali per riforme e provvidenze sociali «dalla culla alla bara» riguardanti le assicurazioni, i salari, la previdenza e la sanità.
Giovanni Perazzoli è autore di diversi saggi e libri dedicati alla storia della filosofia, tra i quali Benedetto Croce e il diritto positivo. Sulla “realtà” del diritto (Il Mulino, 2011). Si è interessato ai temi del welfare europeo per varie riviste (“MicroMega”, “Critica liberale”, “Strade”, “Linkiesta”) e con il libro Contro la miseria. Viaggio nell’Europa del nuovo welfare (Laterza, 2014). Vive in Olanda.
