Il titolo dell’ultima fatica poetica di Valter Esposito, così potentemente evocativo, è già una dichiarazione cosciente. Quell’andare al cuore delle cose, onestamente (il che è un indizio di chiarezza, della mente e dello spirito), quel moto di struggente nostalgia per tutto ciò che non può tornare; quell’acuta consapevolezza del tempo che ci sfugge, inesorabile. C’è tutto questo a connotare l’andante musicale di Valter, quella dissonanza solo apparentemente casuale tra il fraseggio corsivo e l’accentazione emotiva dei testi. Opera dopo opera, Esposito ha acquisito un’autonomia espressiva, caratterizzando i versi con le parole della vita.
Valter Esposito è nato a Venezia nel 1959. Giornalista pubblicista, collabora assiduamente dal 1985 con il quotidiano “La Nuova Venezia”. Ha collaborato per diversi anni anche con “La Gazzetta dello sport” e altri periodici sportivi nazionali. Per circa trent’anni è stato responsabile dell’Ufficio stampa della Direzione regionale Musei del Veneto. Nel corso degli anni ha pubblicato numerosi libri di sport, tra cui Francesco De Piccoli: storia di una medaglia d’oro (Il Prato, 2004) e La marcia infinita di Ileana (Il Prato, 2006). Per la narrativa ha ideato il racconto L’angelo Cassius. Una storia educata (Il Prato, 2007) e i romanzi La notizia nera (Il Prato, 2009), Il silenzio del pesce luna (Il Prato, 2010), Rosso (Il Prato, 2011). Nel 2016 la prima raccolta di poesie intitolata Gli amori inversi (Cleup), seguita da Le emozioni perdute (Cleup) e Dove vivere è sognare (Cleup). Nel 2020 assieme a Francesca Ruth Brandes ha pubblicato la raccolta di poesie E viva! (Biblion) e nel 2021 Parole immaginate (Biblion/Zacinto). Nel 2022 è tornato alla narrativa con il romanzo Il capolinea (Cleup).
