Le elezioni del 1924 rappresentano un momento cardine nella storia dell’Italia del primo dopoguerra. Non furono solo il punto di non ritorno verso l’abbandono di ogni apertura ai partiti e alla politica di massa, ma segnarono anche l’assoggettamento definitivo delle ultime voci libere all’interno dell’aula parlamentare. Nonostante la loro cruciale importanza, questo evento è stato finora poco approfondito dalla storiografia.
Il presente volume nasce proprio dall’esigenza di colmare questa lacuna, offrendo uno sguardo approfondito su molteplici aspetti legati a quella tornata elettorale. Innanzitutto, la necessità di collocare le elezioni del 1924 in una prospettiva europea, in un’epoca in cui i sistemi politici si adattavano – non senza fatica – alle grandi trasformazioni prodotte dalla Prima guerra mondiale. Inoltre, vengono esaminate anche le innovazioni che caratterizzarono quella campagna elettorale, contraddistinta da un uso più marcato di strumenti visivi e sonori come manifesti, colori e altoparlanti, segnando un’evoluzione nella spettacolarizzazione del momento elettorale.
Si tratta solo di alcuni degli elementi notevoli delle elezioni del 1924, ma moltissimi altri potranno essere rintracciati da chi avrà la pazienza di immergersi in questa storia.
Andrea Baravelli è professore di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Ferrara. Al primo dopoguerra ha dedicato più di una monografia. Tra tutte, si segnalano: La vittoria smarrita. Legittimità e rappresentazioni della Grande Guerra nella crisi dello Stato liberale (Carocci, 2006); Le forme del nero. Nascita e affermazione del fascismo in Emilia-Romagna (FrancoAngeli, 2022). Con Paolo Veronesi ha poi scritto L’affaire don Minzoni. L’omicidio, le inchieste, i processi (FrancoAngeli, 2023).
