“Doctor Virtualis” è una rivista edita a cura delle cattedre di Storia della Filosofia medievale dell’Università degli Studi di Milano e diretta da Alfio Ferrara, Francesca Forte, Massimo Parodi, Marco Rossini e Amalia Salvestrini. Con un comitato direttivo e scientifico di prestigio, la rivista è pubblicata da Biblion edizioni che prosegue così il proprio percorso di approfondimento in questo ambito di studi.
Dedicare un fascicolo di “Doctor Virtualis” a Pensiero critico e Medioevo significa da un lato riflettere sul portato teorico e storiografico della tradizione che intende accogliere e vivificare dall’interno l’insegnamento di Mario Dal Pra, e dall’altro confrontarci con ciò che il pensiero critico ha rappresentato in senso più generale per la riflessione europea.
Che l’espressione pensiero critico sia utilizzata da Dal Pra anche a proposito della riflessione di autori premoderni è testimoniato da vari suoi studi; qui possiamo solo richiamare un punto fondamentale: Dal Pra ritiene il pensiero critico, che egli ricostruisce a partire dalla sua radice moderna in Hume e Kant, capace di attività critica nei confronti di pregiudizi e di dogmi assunti e presupposti, ma soprattutto in grado di non chiudersi in un nuovo dogmatismo, di mantenersi flessibile rispetto alla contingenza delle cose, al fluire del tempo del mondo. Critico, perciò, è il pensiero che non intende costruire una teoria incrollabile, sistematica, astratta, ma che, dopo aver fatto breccia nei dogmatismi, siano essi metafisici o scettici, si mantiene aperto al rinnovarsi della storia e dell’esperienza.
Così il pensiero critico dalpraiano diviene categoria interpretativa che certamente trae spunto da due grandi filosofi dell’età moderna, Hume e Kant, ma che si apre altresì alla considerazione di qualsiasi riflessione che nel corso della storia mantenga aperto al pensiero lo spazio del possibile. Per questo motivo, riprendendo l’insegnamento di Dal Pra, ci è parso significativo porre nuovamente attenzione al pensiero critico per leggere un’epoca tradizionalmente e pregiudizievolmente considerata il millennio del “dogmatismo” e del “sonno della ragione”, nel tentativo di far emergere un pensiero multiforme, dialettico e non dogmatico, scardinando al contempo quel che ancora resiste del pregiudizio sui “secoli bui”.
Tra i lettori poi alcuni sono recitatori poiché ripetono le medesime parole degli autori attraverso le medesime spiegazioni, altri sono interpreti poiché chiariscono per mezzo di parole più conosciute ciò che è detto in modo poco intelligibile dagli autori. Noi, che svolgiamo la funzione di lettori interpreti e non recitatori, riponiamo in ordine la trasposizione di parole, nella logica della conseguenza i tropi, nelle regole le novità sintattiche adducendone i motivi (Gilberto de la Porrée, Expositio in Boethii De Trinitate, prologo 8)
SAGGI CONTENUTI NEL VOLUME
Criticità del Medioevo. Piccola genealogia di un pregiudizio, di Elio Franzini
Introduzione, di Marco Rossini e Amalia Salvestrini
Pensiero critico nel Medioevo
Abelardo critico della legislazione ecclesiastica. Nuove ricerche e prospettive di indagine, di Andrea Padovani
Eriugena sull’autorità di Agostino. Rationem priorem esse natura, auctoritatem uero tempore didicimus, di Laura Busetto
Anno 1300: l’attesa dei tempi nuovi. Guglielma e Dolcino da Novara, di Marina Benedetti
Critical Thinking and Medieval Romance, di Nancy Ciccone
La ‘potentia absoluta Dei’ e la critica degli universali nel pensiero di Guglielmo di Ockham, di Francesco Gaglioti
Il pensiero critico di Guglielmo di Ockham, di Claudio André Lottermann
Pensiero critico sul Medioevo
Dialettica e ragione come autocritica del reale. L’interpretazione del Medioevo nelle Lezioni sulla filosofia della storia e nelle Lezioni sulla storia della filosofia di Hegel, di Loris Caruso
Mario Dal Pra e la storiografia filosofica del cristianesimo, di Luca Bianchi, Luca Natali Variazioni sul tema per una possibile storia del pensiero critico. Annotazioni intorno a Nicola di Autrécourt, Hume e Husserl, di Amalia Salvestrini
