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Filosofie a teatro

23.75

Studi di messa in scena filosofica delle idee

Con l’opera teatrale È buono? È malvagio? di Denis Diderot

I legami della filosofia con il teatro sono antichi e profondi. Risalgono all’origine stessa della prima forma di lògos occidentale, nella Grecia antica: il dià-logos platonico. La parola greca théatron ha una radice molto chiara, dal verbo theàomai «guardare», «contemplare», che la avvicina alla filosofia in quanto «teoria» del mondo. Théatron è il luogo dell’ammirazione, da cui il termine theorìa, parola chiave della filosofia: contemplazione della mente, considerazione, meditazione, studio, riflessione sulle cose della vita. Il teatro e la teoria (filosofica) hanno una radice linguistica comune, una radice che è, in primo luogo, antropologica. Di tutte le arti, l’arte drammatica è infatti quella più mescolata con la trama, anzi con l’intrigo della vita umana. È vita in azione, messa sotto gli occhi dell’uomo che così si contempla e afferra il senso del proprio agire, del proprio patire, del proprio godere, del proprio essere. Basta gettare uno sguardo attorno a noi per vedere il teatro nascere spontaneamente e prosperare, per così dire, allo stato diffuso. In questo libro s’indagano le varie commistioni tra il mimetismo teatrale, il teatro come forma d’arte primordiale e la riflessione filosofica che ne ha fatto un uso costante e originale, anzitutto in epoca moderna. A partire da Giordano Bruno, passando per Pierre de Marivaux e Denis Diderot, fino a Georg Büchner e Albert Camus, l’indagine qui svolta – esito dei lavori del Laboratorio di Filosofia e Teatro dell’Università di Roma “Tor Vergata” – disvela, a poco a poco, gli «abissi dell’io» che accompagnano in parallelo, per oltre quattro secoli, l’affermazione del soggetto moderno, dietro le quinte della chiarezza e della distinzione del cartesiano ego cogito, ergo sum.

Collana: Saggi Biblion (26)

Anno: 2021

Pagine: 336

ISBN: 978-88-3383-172-5

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