La viva parola. Saggi sulla lingua scritta tra Ottocento e Novecento
€24.00 Il prezzo originale era: €24.00.€22.80Il prezzo attuale è: €22.80.
di Giuseppe Polimeni
L’8 ottobre 1872, a Brusuglio, un gruppo di giovani dell’Istituto dei Sordomuti di Milano, guidati da Giulio Tarra, incontra Alessandro Manzoni. Il «gran filosofo, letterato e poeta cristiano» ha di fronte a sé «i più miserabili tra i disgraziati, i sordomuti del contado milanese, raccolti ed istruiti a parlare ed a leggere dal labbro e, con questo mezzo, a pensare, a conoscere e ad esprimersi». L’idea di una moderna formazione alla lingua è in quel gruppo di giovani pienamente attuato, traguardo esemplare per una società che si sente invitata a cercare la «viva parola che, portandosi direttamente all’intelletto, debb’esser guida […] al ragionamento calmo e ordinato». Nel percorso verso la «vera parola, parola sentita, intesa, viva» è una delle direttrici di diffusione della lingua italiana, che tra Ottocento e Novecento si rivela bene desiderato e atteso da classi sociali finalmente chiamate a prendere parte alle vicende di una realtà più complessa. Il volume raccoglie lavori dedicati allo studio di una congiuntura in cui, con forme e con modalità differenti, donne e uomini rimasti fino a quel momento “ai margini” chiedono di partecipare, attraverso una parola che sia appunto «viva», a un progetto davvero condiviso. Il filo della ricerca tiene insieme il punto di vista di studiosi, scrittori, artisti che si sono interrogati sul presente e sul futuro dell’italiano e dei dialetti (da Luigi Morandi a Edmondo De Amicis, da Giuseppe Pellizza da Volpedo a Giuseppe Lombardo-Radice), ma soprattutto le voci che, nelle pieghe di un archivio disseminato in luoghi spesso insospettabili, hanno lasciato una traccia scritta: a parlare sono i copioni dei marionettisti, le pagine dei bollettini parrocchiali, le lettere dei soldati nella Grande Guerra, ma anche le annotazioni a matita con cui Carlo Emilio Gadda, facendo memoria dell’esperienza al fronte, integra le edizioni dei canti alpini, e gli interventi con cui don Camillo, prendendo la penna che gli ha prestato Giovanni Guareschi, corregge gli errori di un manifesto di Peppone.
Collana: Saggi Biblion
Anno: 2020
Pagine: 308
ISBN: 978-88-33830-51-3
Disponibile anche in formato eBook.
Prodotti correlati
-
In offerta!Saggi Biblion
Teoria&Poesia
a cura di Paolo Giovannetti e Andrea Inglese
16 settembre 2017: una quindicina fra poeti e critici si ritrovano a Milano, nell’accogliente spazio della Libreria Claudiana, a discutere di poesia e teoria, fuori da ogni schema prefissato. «[…] ci è parso utile e importante invitare gli studiosi di letteratura e i poeti stessi non tanto a esibire i discorsi – le …
-
In offerta!Saggi Biblion
Gli anni dell’atomo
Storia dell’industria elettronucleare in Italia
Flavio Parozzi
Il nostro Paese, non avendo risorse energetiche sufficienti per sostenere uno sviluppo industriale autonomo, è stato uno dei primi a intraprendere, sin dagli anni Cinquanta, la costruzione di centrali nucleari per produrre energia elettrica. Oggi, dopo lunghe e travagliate vicende, l’Italia non possiede tuttavia alcuna centrale funzionante, impiegando combustibili fossili per oltre la metà del …
-
In offerta!Saggi Biblion
L’arduo cammino di Darwin
Costruzione di una teoria rivoluzionaria
Di Piero Borzini
In questo testo l’autore esamina con accuratezza l’abbondante documentazione scritta di Darwin, fondamentale punto di partenza per comprendere al meglio la genesi della teoria più importante delle scienze della vita: l’evoluzione per selezione naturale. Per farlo Borzini ha tradotto di sua mano manoscritti, lettere, note e osservazioni originali dello scienziato inglese, adottando una visione …
-
In offerta!Saggi Biblion
Filosofie a teatro
Studi di messa in scena filosofica delle idee
Con l’opera teatrale È buono? È malvagio? di Denis Diderot
di Paolo Quintili
Prima ristampa
I legami della filosofia con il teatro sono antichi e profondi. Risalgono all’origine stessa della prima forma di lògos occidentale, nella Grecia antica: il dià-logos platonico. La parola greca théatron ha una radice molto chiara, dal verbo theàomai «guardare», «contemplare», che …
