Carrello

Gioie e dolori delle sposine ottocentesche: nel nuovo volume edito da Biblion Edizioni, Rita Fresu delinea un percorso nella letteratura educativa femminile del XIX secolo.

Un testo raro, edito in un’unica edizione del 1889, e la sua autrice, Anna (anzi Annetta) Vertua Gentile (1845-1926), insegnante e scrittrice poliedrica e prolifica, sono i cardini su cui Rita Fresu innesta la sua analisi letteraria e linguistica attraverso il multiforme panorama della pubblicistica femminile dell’Ottocento.
In mezzo a una ricca ed eterogenea produzione letteraria, tra novelle, collaborazioni su riviste, testi per l’infanzia e l’adolescenza, Annetta Vertua Gentile dimostra particolare predilezione per il genere letterario dei galatei coniugali: vademecum e guide di comportamento per future spose e giovani mogli fresche di nozze; un genere letterario che registra ampia fortuna nel XIX secolo e di cui costituisce un perfetto esempio il volumetto L’arte di farsi amare dal marito. Consigli alla giovine sposa, che la scrittrice lombarda pubblica nel 1889 in una elegante edizione, impreziosita da disegni delicati e a tratti ironici, parzialmente riprodotti nella riedizione appena pubblicata nell’ultima novità editoriale di Biblion Edizioni.
Un piccolo breviario dedicato alle donne, ma in cui si percepisce la presenza ingombrante dell’uomo fin dal frontespizio dell’edizione originale: la parola MARITO campeggia a caratteri cubitali, va a occupare quasi tutto lo spazio della pagina, quasi a preimpostare i ruoli all’interno delle mura domestiche. Senza angustiare il marito con i propri vezzi, con i mutamenti nello stato d’animo e con le piccole noie quotidiane, infatti, la sposa non deve fare altro che modellare il proprio carattere e le proprie abitudini su quelle dello sposo. Questo il segreto per mantenere l’armonia coniugale: «Cerca di conformarti ai gusti di tuo marito e non esigere lì per lì ch’egli rinunci alle sue abitudini per seguire le tue».
Sfruttando strumenti comunicativi multiformi, la scrittura di Annetta Vertua Gentile mantiene un tono di allusiva complicità, dando vita (in questa come in altre sue opere) a uno stile ibrido ma efficace, come magistralmente ricostruito dall’analisi linguistica di Rita Fresu.
In tal modo, per le giovani e inesperte spose il vademecum si trasforma in una piacevole ed edificante lettura, accompagnata da bozzetti in bianco e nero raffiguranti l’armonia e la pace coniugale: le donne si immergono in graziose immagini raffiguranti le serate trascorse in dolce serenità nel nido nuziale, con la sposina delicatamente seduta sulle ginocchia del marito e intenta ad ascoltarne i crucci giornalieri con placida condiscendenza.
Mentre in Europa si diffondono i mutamenti sociali e le spinte di emancipazione femminile, insomma, la pubblicistica femminile italiana di fine Ottocento tenta di riaffermare la perfetta adesione a modelli comportamentali “rassicuranti”, ancorati a una visione della società in cui l’unica realizzazione possibile, per una donna, è nell’ambito del focolare domestico.

«Oh la faccia rannuvolata e lunga!… Guai alla sposa che ha la infelice abitudine di mostrarsi malcontenta, triste!… Abbia essa pure qualche piccolo cruccio, lo nasconda gelosamente; non obblighi il marito a preoccuparsi de’ suoi sentimenti, delle piccole rivolte, delle fastidiose perplessità a cui andrà incontro e come donna e come padrona di casa».

Anna Vertua Gentile, L’arte di farsi amare dal marito. Consigli alla giovine sposa, Milano, Giovanni Gnocchi Editore, 1889, pp. 19-20.

Rita Fresu (Roma, 1967) insegna Storia della lingua italiana e Linguistica italiana presso l’Università di Cagliari. Le sue ricerche sono principalmente incentrate sui processi di italianizzazione e di formazione della lingua d’uso, e sulle questioni di genere, affrontate soprattutto in prospettiva diacronica, con specifico riferimento ai percorsi di acculturazione delle donne e alla scrittura femminile. Si è occupata inoltre di Massimo Bontempelli e delle vicende linguistiche legate alla Grande guerra. Tra i suoi ultimi volumi L’infinito pulviscolo. Tipologia linguistica della (para)letteratura femminile in Italia tra Otto e Novecento (Milano 2016) e Donne e Grande guerra. Lingua e stile nei diari delle crocerossine (Milano 2018, con Barbara Cappai). Ha recentemente co-curato il volume Trasmettere il sapere, orientare il comportamento. Tipologia linguistica, generi testuali, modelli culturali della prosa educativa (Firenze 2020).

Categorie: Novità