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A cura di Dario Agazzi. Con un ricordo di Anna Vaccarino.

Passato remoto – Passato prossimo: un dittico autobio­grafico esemplare per nitore composto da uno dei più sottili analisti della semantica che il nostro tem­po abbia avuto, Giuseppe Vaccarino (1919-2016). E che questo stesso nostro tempo è ancora lungi dal riconoscere come tale.

Giuseppe Vaccarino (1919-2016), siciliano figlio d’un indu­striale del sapone, laureatosi in Chimica a Milano, scampato per miracolo alla Seconda guerra mondiale, studioso di filosofia e linguistica tanto da proporre un modello analitico della seman­tica esposto acutamente anche in poliedriche forme narrative, si scisse fra il lavoro nell’azienda paterna, fino all’inevitabile fal­limento della stessa, e una vigorosa propositività analitica del linguaggio confluita in opere saggistiche in parte edite. Questo scritto a carattere autobiografico, in cui ricostruisce il suo lungo percorso intellettuale ai margini delle bagarre novecentesche, appare per la prima volta in volume.

Anna Maria Vaccarino, dopo aver iniziato lo studio della psico­logia a Roma, s’è occupata a lungo d’antiquariato e restauro, in­clusa l’antica casa di famiglia d’Olivarella, dove vive, e dov’è ubi­cata la biblioteca appartenuta a suo zio Giuseppe, che in quella sua ultima dimora ha vissuto molti anni. Ama scrivere poesie.

Dario Agazzi (1986) tiene una rubrica di critica musicale (Ritor­ni al futuro) per il settimanale “FilmTv”. Con Felice Accame ha pubblicato il saggio La correlazione di categorie naturalistiche negli artefatti (Mimesis 2024). Ha tradotto M. R. James (Casa Merfield e altri racconti, Biblion 2023).

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