Nuova uscita per i tipi di Biblion Edizioni: Pompeo Batoni e Raffaello. La replica come omaggio: la Madonna Tempi e altre. Antologia batoniana, di Martina Ingendaay.
L’identificazione di un piccolo quadro devozionale raffigurante una replica della celebre Madonna Tempi di Raffaello come opera giovanile del pittore lucchese Pompeo Batoni (1708-1787), per tutta la sua carriera residente a Roma, ha dato occasione di indagare sulla sua attività di pittore di temi mariani e ancora di copista apprezzato di Madonne di Raffaello. Lo studio s’interessa di svariati aspetti: alcune vicissitudini personali del pittore – in primis il soggiorno fiorentino nel 1727, prima tappa per raggiungere Roma ai fini di un’ulteriore formazione a spese di alcuni mecenati lucchesi, e la conoscenza da giovanissima promessa di personaggi di rango rivelatasi importante in futuro –, i primi anni romani, l’importanza della figura di Raffaello come modello da “adegualiare” e la personale idea di copia, ribadita da Batoni in alcune lettere ed espressa nelle sue predilette immagini mariane pervenuteci. Ulteriori dissertazioni riguardano la storia della Madonna Tempi di Raffaello e la sua fortuna nell’Ottocento (pittura e incisione) e l’esame approfondito archivistico, storico-artistico e diagnostico – grazie a un restauro meticoloso, al quale è dedicato un lungo capitolo – della replica di Batoni, che comporta l’ipotesi attributiva. Si prosegue con un excursus sulla possibile identificazione di una copia di Batoni della Madonna Bridgewater, sulla vicenda delle ultime sette Madonnine approntate dall’anziano pittore e su un’opera poco nota, risalente agli esordi del pittore e contemporanea alla replica oggetto di questo studio. La ricerca si conclude con la presentazione di una citazione della Madonna della seggiola, inserita in un importante quadro di Giovanni Paolo Pannini.
Martina Ingendaay, storica dell’arte, ha collaborato a lungo con il Kunsthistorisches Institut di Firenze e con il Corpus of Florentine Painting diretto da Miklós Boskovits (1986-1998). I suoi studi, fondati in gran parte su ricerche d’archivio, sono dedicati alla pittura italiana tra Cinque e Settecento e ad artisti quali Ciro Ferri, Vignali e Tarchiani, Conca, Reni, Salvator Rosa e Batoni. Ha inoltre approfondito il pensiero di Robert Davidsohn e Harald Keller, contribuendo alla riflessione sulla storiografia artistica. Per i tipi di Biblion Edizioni ha pubblicato un volume sul collezionismo fiorentino dei marchesi Gerini (“I migliori pennelli”. I marchesi Gerini mecenati e collezionisti nella Firenze barocca. Il palazzo e la galleria 1600-1825, 2013) e uno studio sulla tela del Guercino raffigurante la Maddalena penitente (Imprevista grazia. Incontro con Guercino e la Maddalena Gerini ritrovata, 2024), presentata nel 2025 a Treviso alla mostra La Maddalena e la Croce. Amore sublime.
