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«Mi si chiede da varie parti perché ho lasciato l’Italia di soppiatto, come un ladro; mi si chiede se le minacce fasciste mettevano veramente la mia vita in pericolo. La vita? Ma che cosa è la vita per un vecchio combattente quasi settuagenario, che cos’è la vita quando il lavoro di cinquanta anni sembra fuggirsene per sempre, quando non c’è più libertà di pensiero, né libertà di stampa, né tribuna parlamentare?»                

Filippo Turati, 1927


La sera dell’11 dicembre 1926, da Savona, un motoscafo prende il largo verso la Corsica. A bordo ci sono Sandro Pertini e Filippo Turati, protagonisti di una fuga destinata a diventare uno degli episodi più audaci dell’antifascismo italiano. Il loro arrivo a Calvi, il giorno seguente, infligge un duro colpo al regime, proprio mentre il fascismo sta completando la propria trasformazione in dittatura e l’Italia, a seguito del delitto Matteotti, si trova in catene. 
L’operazione venne organizzata e posta in atto, oltre che dallo stesso Pertini, da Carlo Rosselli e Ferruccio Parri. Rientrati in Italia, questi ultimi vennero immediatamente arrestati e, nel settembre del 1927, sottoposti a processo da parte del Tribunale di Savona. Da quell’impresa nasce così non solo una pagina esemplare dell’antifascismo italiano, ma anche una vicenda umana e politica segnata da una resistenza decisiva che non si piega al fascismo tessendo trame cospirative. 


Giuseppe Milazzo ricostruisce l’intera vicenda con rigore e vivacità narrativa, attraverso verbali d’interrogatorio, atti processuali, memorie dei protagonisti, articoli dell’epoca e documenti inediti provenienti anche da archivi privati. Ne nasce un racconto di non fiction capace di unire precisione storica e tensione narrativa, restituendo al lettore, con fedeltà, la verità dei fatti.

Questo volume è stato realizzato con il contributo della Fondazione Sandro Pertini e della Fondazione Centofiori, con il patrocinio della città di Savona, del comune di Stella, di Quiliano e di Vado Ligure e con il prezioso sostegno della Fondazione De Mari di Savona in occasione dell’approssimarsi del 100° anniversario.