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Nuova uscita nella collana “Architettura e Urbanistica” di Biblion Edizioni: La Colonia Alpina Dalmine di Giovanni Greppi, a cura di Stefan Vieths.

La forma architettonica della Colonia Alpina Dalmine di Giovanni Greppi può essere pienamente intesa solo nella sua stretta interazione con la forma del territorio. Situato in una posizione dominante su una collina sopra Castione, l’edificio imponente della Colonia segna il punto culminante dell’altopiano di Clusone, il suo limite verso il passo della Presolana e la Val di Scalve. Questa posizione e la monumentalità della sua forma danno – malgrado il suo attuale stato di abbandono e di degrado – un’immediata rappresentazione non solo del valore specifico della Colonia come artefatto, ma anche del suo complesso significato come luogo dal forte valore iconico per il suo territorio. Sono due gli aspetti principali che determinano il significato particolare dell’edificio: il primo riguarda il rapporto preciso tra forma architettonica e forma del sito, nel quale si esprime un’idea di paesaggio come forma costruita, come composizione di elementi naturali e artificiali che nel loro insieme definiscono uno spazio con una chiara identità culturale. Il secondo invece deriva dal fatto che la Colonia Alpina come progetto di abitazione collettiva rappresenta un luogo che riflette in modo paradigmatico la cultura metropolitana del Novecento, introducendo nel contesto rurale dell’altopiano un luogo dal carattere profondamente urbano, connesso con il sistema fabbrica di Dalmine e i suoi stili di vita.

Stefan Vieths, architetto, è professore ordinario di Composizione architettonica e urbana presso l’Università degli Studi di Bergamo. È stato architetto presso lo studio di O.M. Ungers a Colonia e co-autore di numerosi progetti e opere costruite. Dal 2012 al 2020 è stato visiting professor presso il Politecnico di Milano. Recenti pubblicazioni: O.M. Ungers: luoghi urbani (2021), L’idea della città intorno al 1980 (2022, curatela), La Wohnstadt Hamburg di Schumacher (2023), L’idea della città. Tre casi di studio: Firenze, Bologna, Bergamo (2024, curatela).