Carrello

«Io ritengo che il lampo di genio non costituisca l’abolizione del percorso, ma piuttosto è la rapidità con cui esso si compie. Non è un’intenzione o una sollecitazione che viene dall’esterno di sé stessi, ma sempre dall’interno. Il lampo di genio, quindi, è la rapidità con cui viene determinato il percorso».

«Dire che la forma è uno dei contenuti non vuol dire astrarla dagli altri contenuti, come mi pare avvenga in alcune architetture d’oggi, farne un fatto a sé, che gira a vuoto su se stesso. Il che equivale poi, in definitiva, a renderla improponibile, al limite inesistente. Al di là delle etichette, che poco mi interessano, credo che sia importante riaffermare che l’architettura è un’operazione creativa, quindi non determinata né determinabile a priori, che integra e compone ma non giustappone tutte le parti nell’intero, dove esse si fondono, si annullano e perciò stesso rinascono acquistando un valore corale, come la parola acquista un valore preciso solo nel contenuto della frase».

Ignazio Gardella

Nuova uscita nella collana “Architettura e Urbanistica” di Biblion Edizioni: Ignazio Gardella. Memoria e testimonianza, di Sergio Boidi.

Quella di Gardella è stata una vita lunga e operosa, che ha attraversato l’intero secolo (1905-1999), partecipando direttamente o lateralmente ai cambiamenti di orizzonte culturale avvenuti negli anni. Gardella fu architetto e fu professore di architettura all’università Iuav di Venezia, chiamato da Giuseppe Samonà. La sua attività si svolse in modo lineare e sempre ad alti livelli tra gli anni Cinquanta e Ottanta. Quando, sullo scorcio degli anni Settanta, si verificò in Italia una radicale trasformazione nell’architettura, la sua predisposizione ad “ascoltare” i segni del passato e il rispetto per la conformazione materiale dei luoghi facevano guardare a lui come a un maestro che in parte aveva anticipato la svolta postmoderna, in parte ne rimaneva distante. In realtà, Gardella continuò a svolgere fino alla fine un’intensa attività professionale, inframezzata da alcuni capolavori di indiscussa finezza: progettava soprattutto quartieri di edilizia residenziale che non avevano il crisma della soluzione modello, ma cercavano di inserirsi senza clamore in contesti territoriali di volta in volta diversi. La diversità dei luoghi era per Gardella la testimonianza di un’utopia minore dell’abitare che in alcuni casi poteva dirsi tradizione. Di essa recuperava lo spirito e le modalità esecutive, restituendoli poi con la consueta perizia in forme semplici ed eleganti, mai mimetiche e in ogni caso nuove.

Il libro che presentiamo nella seconda edizione non è tuttavia una monografia su Ignazio Gardella. È il risultato di una doppia operazione culturale, basata su una mostra e su un convegno. La grande mostra sui Gardella, famiglia di architetti attivi nei due secoli passati in Lombardia, Basso Piemonte e Liguria, e segnatamente su Ignazio Gardella, fu allestita ad Alessandria nel 2008 per iniziativa dell’Ordine degli architetti locale in collaborazione con l’Archivio Gardella. La stessa mostra venne riallestita l’anno successivo nella Facoltà di architettura civile del Politecnico di Milano, accompagnata da un convegno cui parteciparono numerosi esperti di architettura moderna. I loro interventi, rielaborati in forma di saggio, sono stati pubblicati nell’edizione del 2012; gli stessi testi sono presenti nell’edizione attuale. Le immagini utilizzate nella mostra sono servite per costruire l’apparato iconografico del volume, insieme a documenti fotografici reperiti da altre fonti. Nell’imminenza della prima edizione scomparve Guido Canella, che di Gardella è stato uno degli interpreti più interessanti: per tale motivo, a lui il libro era stato allora dedicato, e la dedica rimane anche in questa nuova edizione, a ricordo della sua autorità di studioso.

Sergio Boidi, professore di Composizione architettonica e urbana presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, ha insegnato Architettura degli interni nel Polo universitario di Mantova ed è stato docente del Dottorato di Composizione architettonica allo IUAV di Venezia. Ha tenuto corsi di Storia dell’architettura e della città europea presso la USC ‒ University of Southern California di Los Angeles (USA). Autore di numerose pubblicazioni sull’architettura contemporanea, ha curato recentemente uno studio su Giuseppe Terragni (1904-1943). Una nuova interpretazione.